Le mamme che lavorano sono molto coraggiose

I bambini delle mamme che lavorano sono ­molto coraggiosi.

Al mattino vorrebbero rimanere a casa con la mamma,

ma si asciugano le lacrime e restano a giocare con la nonna.

I bambini delle mamme che lavorano sono ­molto coraggiosi.

A pranzo vorrebbero mangiare con la mamma,

ma si sforzano e imparano a mangiare da ­soli.

I bambini delle mamme che lavorano sono ­molto coraggiosi.

Al pomeriggio vorrebbero fare la nanna con la mamma,

ma si addormentano lo stesso abbracciando un pupazzo.

I bambini delle mamme che lavorano sono ­molto coraggiosi.

Alla sera vorrebbero vedere subito la mamma,

ma aspettano davanti alla porta anche se fuori è tutto buio.

I bambini delle mamme che lavorano

quando la porta si apre e vedono la mamma corrono super veloce,

saltano super in a­lto e stringono super forte la loro mamma.

I bambini delle mamme che lavorano

sono coraggiosi come i supereroi.­



 Le mamme che lavorano sono molto coraggiose.

Al mattino vorrebbero rimanere a casa con il loro bambino,

ma si asciugano le lacrime e salgono in ­macchina.

Le mamme che lavorano sono molto coraggiose.

A pranzo vorrebbero tornare a casa dal loro bambino,

ma mangiano un panino veloce in ufficio ­per uscire prima alla sera.

Le mamme che lavorano sono molto coraggiose.

Al pomeriggio vorrebbero fare una passeggiata con il loro bambino,

ma guardano la foto dal cellulare e ­finiscono di lavorare.

Le mamme che lavorano sono molto coraggiose.

Alla sera vorrebbero vedere subito il loro bambino,

ma escono di corsa dall’ufficio e schizzano via nel traffico.

Le mamme che lavorano quando aprono la p­orta

e vedono il loro bambino corrono super veloce,

si accovacciano su­per in basso e stringono super forte il ­loro bambino.

Le mamme che lavorano

sono coraggiose come i supereroi.

Di Amelia Tipaldi


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8 thoughts on “Le mamme che lavorano sono molto coraggiose

  1. Le mamme che lavorano hanno messo la loro realizzazione al primo posto. Obiezioni a parte, è un dato di fatto. In questo non trovo nulla di eroico. Secondo la mia visione della famiglia, il ruolo della madre nella vita dei figli è troppo importante perché possa demandarlo ad altri. La società odierna mi dà ampiamente ragione, al di là delle eventuali polemiche, se i figli fossero più seguiti dai genitori non ci sarebbe tanto squallore in giro.

    • Il ruolo di una madre hai ragione è fondamentale soprattutto per un bambino molto piccolo, ma ahimè non tutte possono permettersi di stare a casa, mutui, mariti che non lavorano, famiglie assenti. Come dici tu Maria anche io vedo tanto squallore in giro, poca solidarietà. Un abbraccio.

  2. Basterebbe uno stipendio alle casalinghe, che svolgono un ruolo socialmente utile e il problema sarebbe risolto. Se è vero che si trovano le risorse per mantenere o addirittura potenziare il gigantesco apparato della burocrazia (che si potrebbe snellire di parecchio), significa che esistono anche le potenziali risorse per dare un aiuto alle donne che scelgono o sono costrette a stare a casa. C’è una petizione che sta circolando in favore di una legge che aiuta le casalinghe con un supporto economico statale (DOVUTO) perché accudire la famiglia non è un fatto privato.

    • Mi sa che qui in Italia ogni famiglia deve cavarsela da sola.
      Noi tra mutuo e tre figli facciamo fatica ad arrivare a fine mese anche con due stipendi.

  3. Quanta tristezza leggo in questi commenti (e nel post originale). La donna non smette di essere una persona quando diventa mamma e se vuole continuare a lavorare dopo aver avuto un figlio la scelta è solo ed esclusivamente sua. Anche se viene presa per soddisfazione personale e non (solo) per necessità. Lo squallore di cui parlate non è certo dovuto alle donne che lavorano, anche perchè vorrei ricordarvi che dove ci sono figli c’è (quasi) sempre un padre, che ha gli stessi doveri della madre e che deve occuparsi dell’educazione dei figli tanto quando la madre. Saremo una società civile solo quando sparirà questa convinzione bigotta e maschilista che la donna debba diventare mamma a tutti i costi, rinunciando alla sua vita e restando a casa ad occuparsi dei figli, mentre l’uomo debba occuparsi solo di portare la pagnotta.

  4. La donna non deve rinunciare a nulla, se non vuole. Si chiede solo allo Stato di agevolare quelle donne che, sposandosi, intendono coronare un desiderio ed un bisogno di dedcarsi alla famiglia. Tutto qui. Non vedo perché la donna debba svolgere IL DOPPIO RUOLO, QUASI VALESSE LA META’ DI UN UOMO. Non si devono interpellare i bambini (immaturi per definizione) perché l’accudimento della prole è un argomento per ADULTI.

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