Ce l’ho messa tutta

Ce l’ho messa tutta

Ve lo giuro, ce l’ho messa tutta.
Ho trattenuto il fiato fino alla fine.

Ho teso i miei tiranti
e ho chiuso gli occhi per lo sforzo,
e per non vedere quel che sarebbe successo.

Avrei voluto gridare “Fermatevi” ma non potevo.
Allora ho pensato, devo resistere a ogni costo.
Ci sono bambini, famiglie,
persone innocenti sopra di me.
E sotto di me le case.

Vi prego, tornate indietro, sto per crollare.
Io sono nato per unire non per uccidere.

In tutti questi anni su di me
ho visto passare gente da tutta l’Italia,
da tutto il mondo.

Gente che andava in vacanza.
Gente che andava al lavoro.
Gente che tornava
e gente che partiva.

Ho visto camper e roulotte sempre più grandi.
Camion carichi all’inverosimile.

Ho visto auto super accessoriate
e auto sgarrupate
cariche di pacchi e speranze.

Ho sentito musica allegra dalle loro autoradio
li ho sentiti cantare a squarciagola i tormentoni dell’estate.
Ho sentito bambini chiedere quanto manca a ripetizione.

Nonni, mamme, papà, ragazzi, fidanzati,
innamorati e incazzati.
Tutti.

E anche quella mattina li ho visti uno ad uno.
Li ho visti sulle loro auto,
sui loro furgoni.
Con le loro storie,
i loro pensieri
i loro programmi per il futuro.
Ignari dei miei avvertimenti.

Quando ho sentito cedere le forze
ho pregato Dio di salvare quelle anime.
O di salvare la vita ad almeno una persona.

Non so se mi ha sentito.
So solo che ora sono macerie.

Ma spero che un giorno mi perdonerete.