Chi sono

Ciao, sono Amelia Tipaldi

 la mamma ingegnere di tre piccoli moschettieri:

Federico di nove anni, Davide di cinque e Lorenzo di tre.

 tesoro

LA MIA STORIA … IN BREVE

 

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Sono nata a Torino 39 anni fa.

Abito e lavoro a Settimo Torinese con la mia tribù al maschile.

Amo i film d’animazione, il mare della Calabria e le sfogliatelle napoletane (quelle ricce).

Adoro la disco anni 70 e appena ho una penna in mano disegno volti di donna…

A correre non vado mai, preferisco la Zumba

e sono perennemente in ritardo, anche a Zumba.

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Da bambina amavo inventare storie e disegnare case.

Visto che non sono riuscita a scegliere, faccio l’ingegnere per il Comune di Settimo Torinese

e nel frattempo scrivo racconti che dal 2016 pubblico sul il mio blog.

Nel tempo libero faccio parte dell’Associazione Palaver  di Settimo Torinese

che si prende cura delle mamme. 

Dono tanti anni di allattamento sono diventata anche consulente alla pari per l’allattamento.

Per contattarmi puoi mandarmi un’email: ametipa@libero.it 

Ti aspetto su Facebook e su Instagram

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I MIEI RACCONTI PUBBLICATI:

– “La bellezza mortale di Azaza” in 365 Racconti horror per un anno a cura di Franco Forte, Milano, Delos Books, 2011;

– “Il re Titubante” in 100 storie per quando è veramente troppo tardi, a cura di Lucia Moisio, Torino, Feltrinelli, 2013;

– “I nostri lacci si unirono per sempre” in 365 Storie d’amore, a cura di Franco Forte, Milano, Delos Books, 2013; leggimi

– “Il duro compito di un albero di Natale” in 365 Racconti di Natale, a cura di Franco Forte, Milano, Delos Books, 2013; leggimi

– “La casa al mare” in 365 Racconti d’estate, a cura di Franco

Forte, Milano, Delos Books, 2014.

chi sono

 

Quando scrivo?

Di giorno quando esco dall’ufficio

o prima di andare a prendere i bambini da scuola

Scrivo di sera quando i bambini si sono addormentati

e se non mi sono addormentata pure io.

Scrivo a casa sul computer o sul cellulare

tra una lavatrice e vestiti da piegare.

Ma le storie arrivano in ogni momento.

Mi svegliano di notte o al mattino presto

quando è ancora tutto buio

Vengono con me quando vado in ufficio

e sono in ritardo

Mi confondono al parco

mentre spingo l’altalena

Arrivano in silenzio

mentre sto addormentando i bambini

 Le storie non le posso fermare

sono come figli da accudire

e per me sono tanti bambini d’amare