Il cuore di una casa

Una casa non è fatta solo da mattoni o da pilastri in cemento armato. Non è fatta solo dalle fondazioni e dal tetto.

Una casa è fatta da voci di bambini che chiamano nella notte e da bacini che schioccano di prima mattina nel lettone.

È fatta dal profumo di sugo con le polpette e dall’odore di bruciato di una frittata dimenticata sul fuoco.

Una casa è fatta dai passi incerti di un bambino che sta crescendo e dai passi silenziosi di un ragazzo di ritorno dalla discoteca.

È fatta da lenzuola stese fuori in balcone e da stendini in giro per le stanze.

Una casa è fatta da cene a lume di candela e voci sussurrate e da pranzi rumorosi e bicchieri tintinnanti.

E’ fatta da porte aperte all’improvviso e da porte sbattute con rabbia.

Una casa è fatta da un pallone che rimbalza sul pavimento e dai “Adesso basta giocare a calcio che arriva il vicino”.

È fatta da scarabocchi sul muro appena imbiancato e dai poster dei calciatori appiccicati con lo scotch.

Una casa è fatta da risate chiassose e sedie che strisciano per terra e da lacrime silenziose che bagnano i cuscini del letto.

È fatta da televisioni accese la sera e da luci spente e mai più riaccese.

Una casa non è tenuta in vita dai mattoni e dai pilastri.

Nemmeno dalle fondazioni e dal tetto.

Ma a tenerla in vita è il cuore di chi la abita.

Parola di ingegnere.

Di Amelia Tipaldi

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