La felicità

Un tempo avevo sogno.

Avere una famiglia perfetta.

Due bambini e un marito con il quale condividere la crescita dei figli

Una carriera sfolgorante ma anche tanto tempo libero

una casa ordinata con il giardino e un cane.

Un quadretto perfetto, pensavo,

così sarei stata felice.

 

Poi sono diventata madre.

E il quadretto è cambiato.

Ho tre figli,

io e mio marito siamo sempre di corsa e ci vediamo solo alla sera,

Per far carriera dovrei dormire in ufficio

ma sinceramente preferisco il part time

La casa con il giardino costa troppo

e il cane diciamocelo chi ce la fa a gestire?

Eppure, nonostante la fatica e la confusione

non rinuncerei mai alla mia vita.

Del resto la felicità non è quel quadretto perfetto che sognavo

ma qualcosa di più.

Sono piedi che si incrociano sotto le lenzuola in un letto affollato

Sono caffè presi su una tavola piena di briciole.

La felicità sono i “guarda mamma cosa ho fatto” su un tappeto invaso da macchinine

È vedere i miei figli aiutarsi con i compiti dopo che avevano litigato.

La felicità è un bacio al mattino prima della baraonda per prepararsi per la scuola

É ritrovarsi tutti in bagno, chi fa la cacca nel vasino, chi il bidè e chi si deve ancora truccare.

La felicità è amarsi di nascosto, restando svegli dopo aver addormentato i bambini.

La nostra famiglia non è un quadretto perfetto dipinto da altri

ma è un quadro che dipingiamo giorno dopo giorno.

E la nostra felicità si nasconde dietro ai colori di ogni singola pennellata.

 

Di Amelia Tipaldi