“La verità, vi spiego, sull’amore” di Enrica Tesio

“La verità, vi spiego, sull’amore” di Enrica Tesio (Mondadori) si legge con il cuore e con la pancia. Ridi e piangi anche nella stessa pagina.

È la storia di Dora, una giovane mamma con due bambini piccoli che affronta la separazione dal suo compagno.

Ad affiancarla ci sono l’amica del cuore single ma non troppo, una madre rumorosa e un padre affettuoso, un originale “tata-poeta” e un giovane vicino di casa.

Enrica Tesio piace perché è ironica anche quando parla di separazione.

Non solo, quando parla d’amore lo fa con una profondità tale che arriva dritta in pancia.

Non a caso il suo blog PRIMA O POI L’AMORE ARRIVA. E T’INCULA è uno dei più seguiti.

In attesa di vedere il film tratto dal suo libro ecco un passaggio bellissimo che parla di maternità:

“Prima lettera.

Pensieri sparsi sulla maternità.

Quando una donna è incinta si dice che “aspetta”. Quello che non ti dicono è che una donna continua ad aspettare anche dopo aver partorito.  Non so esattamente cosa, il più delle volte che arrivino le risposte, più semplicemente che il bambino si svegli quando dorme e che dorme quando è ancora sveglio.

La maternità tutta è una lunga attesa che lui o lei comincino a fare qualcosa di diverso prima a mangiare le pappe poi a lallare, poi a parlare a gattonare, a camminare, a correre, a giocare da soli, a mangiare da soli ad andare al nido ad andare alla materna a farsi una vita…

I bambini giocano con le lancette, hanno la capacità di bloccarle, di farle di piombo, la mamma guarda l’orologio e poi il proprio bambino e poi l’orologio, non vede l’ora che sia il momento di metterlo a letto, perché non sa più cosa fargli fare e invece sono ancora alle cinque di pomeriggio e già sono finite le canzoncine, le torri di Lego e fuori piove e tocca aspettare che torni il sereno.

Se  sei una mamma tocca sempre aspettare, e quando non si aspetta si rimpiange il tempo perduto. La pancia, oh quella pancia perfetta, potessi tornare ad avere la pancia. Forse la grande differenza tra una mamma è una madre è tutta lì,  la madre ha imparato a godersi il tempo senza subirlo, prende la noia e l’inerzia alla sprovvista. Io non ci sono riuscita ma io sono una mamma, non una madre.

Una mamma gioca, una madre insegna.

Una mamma stringe una madre protegge.

Una mamma prova, una madre fa.

Una mamma è chioccia una madre fa volare.

Una mamma sente, una madre ascolta.

Una mamma è morbida, avvolge, accarezza, accarezza così tante volte che alla fine lascia il livido. Una madre qualche carezza la tiene per se.

Una mamma è imperfetta, una madre pure ma non ci pensa più.

Una madre è una mamma che è cresciuta.

Spesso, non sempre, una madre è la mamma di una mamma.

Una mamma ascolta quella  vocetta che le risuona dentro: l’istinto. Una madre ascolta una vocetta altrettanto acuta e insistente, quella dei propri figli.

Una mamma sono io, una madre è la mamma che vorrei diventare da grande.

Una madre la riconosci. È  l’unica che,  quando nasce un bambino, come prima cosa non chiede, come sta il piccolo o quanto pesa o a chi assomiglia o se ha tutte le dita di mani e piedi. Una madre come prima cosa chiederà sempre come la mamma.”