Le vacanze di una mamma 

Non vedeva l’ora di partire,

avrebbe portato i bambini al mare,

da sola.

Il papà li avrebbe raggiunti dopo qualche giorno.

 

E così la mamma carica di entusiasmo e di salvagenti asciugamani e cambi

iniziò la sua vacanza.
Ma già dal primo giorno

si ritrovò invischiata

in una routine fatta da:

risvegli colazioni spiaggia

crema solare doccia pranzo

nanna compiti spiaggia doccia cena passeggiata denti nanna.
E si trovò a ripetere all’infinito

dai bambini non litigate

dai bambini che il sole brucia

dai bambini uscite dall’acqua

dai bambini salutate papà al telefono

dai bambini dormite che è tardi.
Così arrivava alla sera sfinita

e un pò invidiava il papà,

che stava pure lavorando in città al caldo,

ma almeno alla sera poteva prendere fiato.

Lei invece si sentiva in piena maratona.
Si sdraiò  accanto ai suoi bambini che dormivano e sorridevano nel sonno.

Avevano le guance abbronzate

e la canottiera già un po’ sudata.

Il piccolo rideva, chissà cosa sta sognando.
Per loro erano state giornate

di grandi traguardi e conquiste.

Chi aveva imparato a nuotare senza braccioli

chi aveva visto i pesci con la maschera

chi aveva vinto il torneo di calcetto

chi aveva preparato una squisita torta di sabbia.
Durante l’inverno tra il lavoro e la casa non c’è mai il tempo di fermarsi mentre ora poteva assistere ai piccoli passi che li stavano facendo diventare grandi.

Addormentandosi capì di essere una privilegiata e sorrise.
E poi finalmente arrivò anche il papà

che sembrava pallido in confronto ai suoi bambini che lo stringevano al collo.

Raccontavano e parlavano e ridevano e ogni volta che finivano un racconto ripetevano “Vero mamma?”

La mamma annuiva sorridendo.

Si sentiva più leggera,

ora avrebbe condiviso

la routine quotidiana con il papà,

ma sentiva già un po’ di nostalgia per quei giorni solo per loro.

Che sarebbero diventati i ricordi di una felice estate.
Di Amelia Tipaldi

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