Morire e rinascere

In sala parto penso di aver stritolato la mano a mio marito,

provavo un dolore così forte

che a un certo punto ho pensato di morire,

l’ho anche urlato “Adesso muoio!”.

 

Le ostetriche lo sanno,

quando una donna dice che sta morendo

non sta morendo davvero,

ma sta per far nascere il suo bambino.

 

Una donna invece sa

che in quel momento sta morendo, davvero.

Se fosse viva non riuscirebbe a sopportare quel dolore.

Se fosse viva non si lascerebbe andare.

 

Allora si stacca dal proprio corpo

e lo osserva da fuori.

Lo vede urlare, sudare, urinare, soffiare, 

lo vede tirare pugni, mordere, graffiare

Cose che non farebbe mai da viva.

 

Finché un grido più forte squarcia l’aria

e un pianto di neonato esplode nella sala.

Solo allora la tempesta si acquieta.

Solo allora rinasce la madre.

 

La donna di prima non c’è più

al suo posto c’è una donna nuova

con nuovi dubbi e nuove paure,

nuove speranze e nuove attese.

E sul petto un nuovo e immenso amore.

 

Dicono che dopo un parto le donne diventano più forti.

Io non so se sono diventata più forte

ma so una cosa

l’amore per i miei figli è più forte di qualsiasi dolore.

Per loro sarei disposta anche a morire

perché è con loro che sono rinata.
Di Amelia Tipaldi