Tre maschi.

Ero al supermercato, quattro anni fa.
Accanto a me Federico, Davide nel carrello e Lorenzo ancora nel pancione.
Appesantita dal caldo e dai chili della gravidanza arrancavo tra gli scaffali in cerca di cibo per la cena.

Nel frattempo una signora ci fissava, nel reparto scatolame.
– Cosa aspetta? – mi chiese
– Un maschio.
– Il terzo maschio? Poverina… mi dispiace. Voleva una femmina vero?
– Ma veramente non…
– Sa le femmine le fanno compagnia da vecchia. I maschi invece se ne vanno per la loro strada lasciandola da sola.

E in quel momento mi sono vista nel futuro.
I miei figli sistemati, con le loro strade avviate.
Io e mio marito su una nave da crociera in giro per il mondo.

– Magari signora, magari – le dissi.
La lasciai lì con la sua scatola di fagioli in mano, mentre io me ne andavo leggera verso le casse con i miei tre maschietti.

Ma avrei dovuto aggiungere “Cara signora, un figlio che si ama, non dovrebbe essere obbligato a fare da badante ai genitori anziani, ma essere libero di scegliere la propria strada, maschio o femmina che sia”

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